Stefano Sorrentino annulla Cristiano Ronaldo

Il portiere del Chievo è protagonista dell’ennesima grande prestazione di una carriera sbocciata tardi. Dopo averlo stoppato all’andata, Sorrentino si concede il lusso di annullare Cristiano Ronaldo anche nel ritorno. Il rigore calciato dal fenomeno portoghese era quasi perfetto, peccato per lui che Sorrentino avesse intuito deviando il pallone in calcio d’angolo con un miracolo. Una volta compiuti trent’anni, il portiere del Chievo, con una parentesi anche al Palermo, si è affermato come uno dei giocatori più costanti e longevi del nostro campionato. Un lottatore e un trascinatore che, insieme ai compagni di squadra, deve portare a termine l’impresa più grande che gli sia mai capitata: salvare da una Serie B quasi scontata il suo Chievo.

L’Inter dipende da Mauro Icardi

Mauro Icardi sta facendo più fatica del solito in campionato. Nelle ultime quattro partite non ha mai segnato, solo in Coppa Italia col Benevento è riuscito a segnare un gol, seppur su calcio di rigore. Dalla partita con la Lazio di fine ottobre, Icardi ha trovato il gol su azione soltanto una volta: l’avversaria era la Roma e si trattava di un calcio da fermo, un colpo di testa su punizione di Brozović. Mauro Icardi si rialzerà, d’altronde qualsiasi attaccante attraversa prima o poi momenti del genere. La speranza è che lo faccia il prima possibile: senza i suoi gol, l’Inter non è la stessa squadra.

Gervinho in contropiede è inarrestabile

Il Parma ha ottenuto l’ennesima vittoria importante della sua stagione sconfiggendo per due a uno l’Udinese sul campo dei friulani. Ed è ancora merito della coppia formata da Inglese e Gervinho. L’ivoriano ha segnato al termine di un contropiede condotto in solitaria: in campo aperto è semplicemente inarrestabile. E intanto il Parma continua a far bene…

José Mourinho non ha dimenticato l’Inter

José Mourinho ha ricordato ancora una volta quanto sia stato magnifico il periodo interista. “Abbiamo vinto tutto e lo abbiamo fatto a spese di quella che era la squadra più forte dell’epoca, il Barcellona. Eravamo inarrestabili”, ha raccontato il portoghese a beIN SPORTS. “Sto per compiere 56 anni e sono ancora giovane. Non è ancora arrivato il tempo della pensione. Voglio tornare ad allenare nel calcio di alto livello. È quello il mio posto”, ha poi concluso, lasciando intendere che la sua avventura nel mondo del calcio potrebbe non essere ancora finita.

La Supercoppa Italiana è della Juventus

Al termine di una partita combattuta e non senza qualche polemica, la Juventus ha conquistato la Supercoppa Italiana battendo il Milan per uno a zero grazie al solito Cristiano Ronaldo. L’espulsione di Kessié ha inguaiato i rossoneri che hanno avuto ancora una volta in Cutrone l’uomo più pericoloso. Higuaín, dato ormai al Chelsea di Sarri, è apparso nervoso e non ha inciso. La Juventus ha meritato, nel primo tempo ha sfiorato il gol in più occasioni anche se come spesso le succede non ha brillato per gioco e cinismo. I rossoneri lamentano due mancanze: un rigore e l’espulsione di Matuidi, autore a loro dire di un intervento simile a quello di Kessié. Polemiche e la Juventus che trionfa: una nuova stagione del calcio italiano si apre nello stesso modo in cui si era chiusa.

Juventus-Milan, è tempo di Supercoppa Italiana

È la Supercoppa Italiana ma si gioca a Gedda, Arabia Saudita. È il denaro ad avere la meglio, ancora una volta. Almeno le squadre che scenderanno in campo avranno un qualcosa di italiano: Juventus e Milan si giocheranno quello che per la vincitrice sarà il primo trofeo stagionale. Proviamo a tifare e a sperare in un po’ di calcio, anche se è molto difficile far finta di nulla.

Patrik Schick inizia il 2019 da protagonista

Patrik Schick è stato l’uomo partita che ha deciso il turno di Coppa Italia contro l’Entella. Certo, il valore dell’avversario non rispecchia il reale valore dell’attaccante giallorosso ma nel periodo romano Schick non era mai apparso così focalizzato, presente ed efficace. Sembra che dietro questo ritorno ci sia un mental coach, una figura che lo ha aiutato a ritrovare la passione per il calcio e a ritrovare se stesso. Che sia l’anno di Schick? Ce lo dirà il campo, che non mente mai.